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Natale "splendore e bellezza di Gesù"

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La bellezza del Vangelo del Natale tocca sempre il nostro cuore: una bellezza che è splendore della verità! Sempre ci commuove Dio che si fa bambino, Lui “il più bello tra i figli dell’uomo” il quale con lo splendore della sua persona si mette fiducioso nelle nostre mani affinché osiamo amarlo, toccarlo, mangiarlo.
Gesù sembra dirci: So che il mio splendore ti spaventa, che di fronte alla mia grandezza cerchi di affermare te stesso. Ebbene vengo a te come bambino, perché tu possa accogliermi ed amarmi.
Colpisce sempre il fatto che per “loro non c’era posto nell’alloggio” ebbene se Maria e Giuseppe bussassero oggi alla mia porta ci sarebbe posto per loro? Abbiamo veramente posto per Dio quando Egli cerca di entrare in noi? Abbiamo tempo e spazio per Lui? Dall’Eucaristia, dove Gesù viene ad abitare in noi, nel nostro cuore, ai poveri che bussano, ai vecchi, ai bambini, sofferenti, ammalati: Gesù è qui. Spesso verifichiamo che i nostri spazi sono completamente riempiti di “noi stessi” così che non resta spazio e tempo per Gesù. Noi vogliamo noi stessi, vogliamo le cose che si possono toccare, la felicità immediata, i nostri successi.
La bellezza e la gioia dell’incontro con Lui è veicolata dai piccoli gesti di amore e di tenerezza; lo splendore della Sua luce è riflessa negli occhi di chi è più dimenticato e magari disprezzato, tale la continua sollecitazione di Papa Francesco. Accanto ai due animali, il bue e l’asinello, unici rappresentanti dell’umanità, di per sé priva di comprensione dinanzi all’umile comparsa di Dio nella stalla, facciamoci trovare presenti per essere abbagliati dallo splendore della Verità e dalla bellezza del suo Evangelo. Come i pastori affrettiamoci, corriamo a contemplare la misericordia di Dio. Forse tra noi molto raramente accade che ci affrettiamo per le cose di Dio; oggi non fa parte delle realtà urgenti. Le cose di Dio, diciamo o pensiamo, possono aspettare, eppure Egli è la realtà più importante.
Allora andiamogli incontro, guardiamolo, e lasciamoci guardare nel profondo del cuore. Egli guarda ognuno in faccia, negli occhi, perché il suo è un amore concreto, da persona a persona Desideriamo incontrarlo vivente, come Lui è, vederlo con gli occhi della fede; che tocchi il nostro cuore e avvertiamo la gioia di essere incontrati da Lui. Quando ci lasciamo contattare da Lui, Lui entra in noi e ci rifà nuovi. Questa è la bellezza del Natale: essere abitati sempre più profondamente da Gesù Cristo nostro Salvatore e risplendere della sua luce.
Auguri!
Natale 2013, il vostro parroco Don Giuseppe
22 settembre 2013 40° di sacerdozio

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Non voglio parlare di me anche se dovrò parlare io, ma voglio parlare del Signore, di Gesù in questo snodo speciale della mia esistenza. Canto assieme a voi il mio Magnificat al Signore, per i 40 anni di sacerdozio vissuti in parte con voi.
Lo faccio in comunione con la Vergine Maria e tutti i santi a noi cari, santi che ci sono diventati famigliari in questi anni avendoli sentiti vicini ogni giorno. Magnifico il Signore per l’amicizia di S.Teresa, di P.Pio, per la vicinanza speciale della Madonna. Avere amici nel cielo è molto importante, saranno i nostri avvocati e ne avremo tutti bisogno.

Ringraziare, magnificare, è la preghiera del povero, la caratteristica del povero di Dio il quale sa che il bene viene tutto da Lui, che tutto fa riferimento a Lui e che ogni cosa va chiesta con il Padre nostro.

Do lode al Signore per il mistero sublime della S. Messa, il dono più grande dato a un uomo; chiunque si deve sentire piccolo, povero, dinanzi questo mistero: Gesù che obbedisce alla tua parola che non è tua però sei tu che la pronunci … che mistero davanti al quale ci si smarrisce perché in quei momenti tu sei Gesù, il sacerdote è Gesù. (dalla consacrazione in poi … non vedo più il sacerdote ma Gesù in persona…dice una mistica ) Per questo sempre cerco di vivere al meglio e con il massimo impegno la Liturgia Eucaristica offrendo ogni mattina ciascuno di voi al Padre con Gesù.

Davvero posso dire a Dio come Maria:” hai guardato la mia miseria, la mia povertà e indegnità e hai fatto grandi cose, Lui non io o noi ( pensate gli eventi della nostra comunità straordinari ma è stato Lui…) pensare al dono del sacerdozio, dopo la vita è il regalo più grande per me, mi ha preso fin da piccolo, appena la 5 elementare tanti anni fa,… e nonostante la mia meschinità, ancora sono prezioso ai suoi occhi anzi sono sempre più prezioso perché sempre più bisognoso... l’anagrafe avanza sia pur lentamente, e ci sarà poi …l’incontro con il Volto.

Anche voi, noi tutti siamo preziosi ai suoi occhi non perché siamo i migliori o i più buoni o speciali (avevo diversi compagni di classe bravi più di me e Lui ha scelto proprio me) ha scelto noi perché siamo importanti per Lui, siamo nel suo cuore, il suo tesoro, ci ama infinitamente, non dimentica mai nessuno di noi. Dio dice a Israele: ”Ti ho scelto non perché fossi il migliore fra tutti i popoli, anzi eri il più meschino, il più miserabile fra tutti i popoli… tuttavia Io ti amo”. Questa la mia vicenda di questi 40 anni di Messa celebrata immancabilmente ogni giorno, penso ai vari campeggi uscite gite, tutto ha sempre ruotato attorno all’Eucaristia e davvero è stata sempre la fonte della nostra gioia; questa un po’ la storia dell’amicizia di Gesù con un suo sacerdote prediletto perché bisognoso di tutto, misero e povero. Nel vangelo di oggi ci dice Gesù di essere ricchi di Lui, di non attaccarsi a mammona, uno dei pericoli più grossi per tutti noi… pericolo sempre in agguato tuttavia sento che più avanzo verso l’entrata nella vita e più mi sento libero, meno attaccato, non possiedo nulla di solido e gli eventuali risparmi devono essere donati. Aiutatemi a essere sempre più libero; quello che ho ricevuto o riceverò da voi è per la chiesa e le sue bellezze e strutture, per voi, il futuro di questa comunità.

Aiutatemi con la preghiera e con la parola a far si che la sola mia ricchezza sia Lui, il Volto di Gesù morto e risorto per noi, aiutatemi nella corsa verso Gesù, tenendo fisso lo sguardo su di Lui perché non cessi in me mai l’entusiasmo di cantare il magnificat, la gioia di appartenergli, di assomigliargli, di essere suo in maniera gioiosa e annunciare la vita nuova che ci attende. Aiutatemi a mostrare a voi, ai bambini, agli ammalati che Gesù è vivo, ed è vivo in me, mostrarvi un Gesù vivo.

Ho scelto questo passaggio di S. Paolo (nel santino di ricordo) dove lui parla appunto di correre con tenacia con Lui e verso di Lui perché Lui mi ha afferrato, scelto, preso tanti anni fa e con gioia ed entusiasmo chiedo di seguirlo fino alla fine, fine che solo Lui conosce e che di Lui mi fiderò fino in fondo. A volte nei momenti di nebbia penso: cosa mi succederà? Come finirò il mio soggiorno qui in terra? Quando lo incontrerò e come? Allora sento che non devo mancare di fede perché Gesù mi dice: “Non ti preoccupare, penso io a tutto, ti ho preso per mano fin da ragazzo, non temere, dimmi solo che mi vuoi bene”. E’ in questo che cerco di allenarmi e di esercitarmi, con questi atti di Amore e di fede chiedendo spesso aiuto anche alla sorella del cuore S.Teresa.

Ho scelto la nostra croce come ricordo, (è bella) perché ci facciamo attirare tutti da Lui fino alla luce e alla gloria consapevoli che per entrare bisogna essere nudi come Lui, poveri come Lui, svuotarci di tutto per essere ripieni della sua grazia e lavati nel suo sangue.

Nutro ancora un grande desiderio, anche se non sarà più come la prima volta, poter ospitare ancora Santa Teresa. Preghiamo per ripetere nel 2016 l’evento di 20 anni fa che tanto ha contribuito per il bene della comunità e di quanti sono pervenuti qui. Il fuoco di Gesù, del suo Spirito invada la mia persona e tutti voi. P.Pio sacerdote santo e vittima di amore per Gesù mi sia sempre accanto specialmente quando celebro affinché come faceva lui anch’io possa immolarmi con Gesù in offerta gradita assieme al mio popolo che amo e a cui sono affezionato. Mi affido in modo speciale alla Vergine Maria la quale mi assicurava già tanti anni fa che mi aiuta e che mi è vicina, per me chiedete sempre ogni giorno fedeltà, gioia e perseveranza. Mi affido infine e mi raccomando ai miei genitori che sono in cielo perché si prendano ancora cura di me, da parte mia li ricordo ogni volta che celebro.

Cantiamo la misericordia di Gesù nei nostri confronti, magnifichiamolo per averci chiamati a Lui con il dono della fede. Amen

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