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Gesù misericordia e bontà infinita!

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O Dio tu sei la felicità stessa, per essere infinitamente felice non hai bisogno di noi creature, perché è in Te la pienezza dell’Amore. Ma Tu ci hai chiamati all’esistenza per parteciparci la tua felicità e la tua intima vita divina. L’uomo però non ha superato la prova, non si è fidato di Te e ha perso la sua felicità. Tu o Signore, avresti potuto punirlo come gli angeli con l’eterna dannazione, ma è intervenuta la tua Misericordia, si sono commosse le viscere della tua grande tenerezza e hai voluto operare tu stesso la nostra salvezza. Tu, o Padre, hai aperto le braccia della tua pietà donandoci ciò che di più prezioso avevi, il tuo Figlio Unigenito Gesù Cristo. Nella tua misericordia ci hai perdonato come Dio sa perdonare, degnandoti di fare scendere in mezzo a noi Gesù, colmandoci così di ogni grazia, e sollevandoci dalla nostra miseria.

Sia benedetta la tua misericordia, o Signore! Noi ti loderemo eternamente; hai fatto stupire anche gli angeli per la grandezza della tua misericordia mostrata a noi uomini. Tu o Dio, sei disceso sulla terra, il Signore dei Signori, l’immortale si è abbassato. Ma dove sei disceso, Signore? Tu stesso ti sei preparato una dimora, la Vergine Santa. Il suo grembo immacolato diviene la tua dimora e si realizza l’inconcepibile mistero della tua misericordia: il Verbo si fa carne, Dio pone la sua dimora fra noi, il Verbo di Dio, la Misericordia incarnata. Con il tuo abbassamento ci hai innalzati alla tua divinità. Questo è l’eccesso del tuo Amore, questo è l’abisso della tua Misericordia!

Alla fine poi della tua vita, o Gesù, ci hai aperto il tuo cuore, donandoci Sangue ed Acqua: è l’Eucaristia, per entrare e stare sempre con me, ti offri come cibo per poterti assimilare; ecco l’onnipotenza della tua Misericordia dalla quale giunge a noi ogni grazia. Ora più nessuno teme di avvicinarsi a Te, Dio della Misericordia , pietoso verso la nostra miseria.

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Diciamo con S.Teresa:
“ Non posso temere un Dio
che per me si è fatto così piccolo.
Io l’amo!... perché non è che amore
e misericordia”.

Santo Natale della misericordia 2015
il vostro parroco Don Giuseppe
IDENTICHIT DI MARIA SANTISSIMA VERGINE E MADRE
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Donna gioiosa, piena di gioia, allegra, di pace; la sua vita un perenne magnificat: l’anima mia magnifica il Signore, il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore. Traboccante di Dio non può che cantare le misericordie di Dio. C’è chi pensa che il buon ladrone si sia convertito guardando la Madre di Dio ai piedi della croce. Questo non c’è nei Vangeli però Luca ci presenta Maria che aveva in certo senso profetizzato la salvezza del buon ladrone, dove? Nel Magnificat: ”Di generazione in generazione la sua misericordia si stende su coloro che lo temono”. Maria ci presenta la misericordia di Dio quasi come una coperta che Dio stende sui suoi figli nudi, infreddoliti e miseri perchè peccatori. Dicevamo che Maria non ride (ridere: uno può ridere da solo, o solo per sé) Maria sorride, il sorriso è sempre per gli altri, è sempre un dono. Lourdes Maria sorride spesso alla piccola Bernardette.

Donna umile e timorata di Dio: “ ha guardato l’umiltà della sua serva” e ancora la scrittura: ”Venite figli vi insegnerò il timore del Signore. Maria vive nel timore del Signore e sa che tutto il bene che in lei viene dal Signore. Umiltà vuol dire rendere a Dio la gloria per tutto quello che opera in noi. Maria non dice mai “Io” perché se lo dice si mette in una posizione in cui Dio non c’entra. L’umiltà è il timore di Maria che vive per la gloria di Dio e del suo nome. L’umiltà e il timore di Dio in Maria si incarna nel suo quotidiano: a me piace immaginare che Maria cantando il Magnificat ha preso in mano la scopa e si è messa a pulire la casa, a mettere l’acqua sul fuoco, a lavare i pannolini di Gesù ecc. Maria vive magnificando continuamente il Signore piuttosto che se stessa: orgoglio e potere non sfiorano il suo cuore.

Donna che vive sempre alla presenza di Dio: la memoria e il ricordo di Dio in lei è senza sosta, ininterrotti. Perciò ha un rapporto continuo con il Signore, il ricordo continuo si chiama preghiera senza interruzione. Ricordarsi del Signore significa ritrovare la relazione perduta di Adamo ed Eva. S.Benedetto abitò sempre con Dio: di S.Benedetto si dice che :”Solo, sotto gli occhi di chi ci guarda dall’alto, abitò con se stesso”. Figuriamoci Maria.

Donna del silenzio: la scrittura insegna, dice Maria, “nelle molte parole non si sfugge al peccato (Prov. 10,19) e “l’uomo dalle molte chiacchere va senza direzione sulla terra” (Sal. 139,12). Nei Vangeli dice pochissime parole, prima di parlare riflette poi apre la bocca per dire: ”Eccomi sono la serva del Signore… fate quello che vi dirà…” Ci sono intere apparizioni in cui Maria non parla, sorride dolcemente in una bellezza inimmaginabile : Bernardette Soubirous : “Avrei voluto morire subito per vederla una seconda volta…” E’ felice solo al vederla, la sua presenza è già una grande parola. Il silenzio di Maria è un silenzio relazionale( penso a P.Pio quando parlava con te era relazionato, collegato con Gesù, sembrava voler ascoltare quello che Gesù gli diceva prima di riferirlo a noi…). Un silenzio che non interrompe il dialogo intimo con Dio… Maria era così anche quando era in mezzo agli altri. In Maria il silenzio permette alle parole di essere ragionevole, cioè si prende tempo per pensare ciò che deve dire. A pensare bene le persone più care non sono quelle che parlano molto ma quelle ci ascoltano molto. Ecco Maria si accorge di me mi dona la sua attenzione affinchè anch’io impari ad accorgermi degli altri e non pensare solo a me stesso.

Donna dalla parola pacata e dolce: quando parla si esprime pacatamente e senza ridere, con umiltà e gravità, pronuncia poche parole ragionevoli, senza alzare la voce. Anche nei richiami che fa ai grandi peccatori ( B. Cornacchiola, Ratisbonne…)la parola è sempre dolcissima e pacata. Parla lentamente, fa il segno di croce con una calma disarmante dicono chi l’ha vista( L’Ile de Broussarde) Il punto non è che io non debba più ridere né parlare ma che maturi in me una coscienza che stando con gli altri sia umile cioè che nelle relazioni non imponga me stesso, non ponga il mio io al centro dell’attenzione. Si può continuare in questi elenco, mi fermo a considerare il fatto che sia mia Madre. In mezzo a tanta bellezza e grazia come sentirci? Come sentirmi? Mi sento un nulla, siamo un nulla, siamo una miseria ma un nulla e una miseria infinitamente amati voluti e amati personalmente ad uno ad uno da Colui che crea l’universo e tutte le stelle per parlare con al sua bellezza al cuore di ogni uomo. Solitamente tanti in questi casi cadono in depressione o altre patologie psicologiche, si sentono sole difronte al loro nulla, di essere incapaci; in questi casi l’umana miseria è una cappa nera che impedisce di percepire un’altra realtà oltre se stessa. L’umiltà cristiana invece percepisce la verità concreta dell’infinita misericordia divina che ci ama così come siamo e si abbassa fino a noi per stare con noi. E’ in questo che ci viene incontro la Madre, lei ha fatto l’esperienza della miseria umana, della sua bassezza, e che Dio ama e guarda e si incanta davanti la bassezza creaturale, la piccolezza delle creature.
Ecco la bellezza di Maria che ha incantato Dio, la miseria che diventa bellezza perché attraversata dall'infinito Amore di Dio; bellezza che diventa umiltà e che accetta, perché umile, di vivere in compagnia di Dio. E’ Dio che fa belli!. Ecco la parola della Madre: chi è in compagnia di Dio diventa contento di tutto e diventa bellezza: di che cosa dovremo essere scontenti se Dio è così vicino a noi da abitare la povertà del nostro cuore?
Maria ci trasmetta il suo desiderio di preferire Gesù a tutto il resto, Maria sia la Regina, la Madre e la maestra del nostro cuore, ci insegni ad accoglierlo lei che ce lo dona e possiamo portalo sempre con noi a casa nostra.
La bellezza, la gioia, il silenzio, l’umiltà, il timore di Dio che è in Maria invadano le nostre persone affinché scenda in noi tutta la misericordia e l’amore infinito di Gesù nostro Signore e ci copra tutti e tutto.
Amen

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