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L’indomani della partenza delle Reliquie di S.Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo, alle prime ore della mattina del 30 agosto 2006, durante un temporale assai violento, si staccava dal tetto della chiesa un grosso palo con un’ampia bandiera del Vaticano. Inspiegabilmente senza provocare alcun danno a persone o cose, seguendo un percorso alquanto originale e tortuoso, si andava dolcemente a posare ai piedi della Vergine, come se una   mano energica l’avesse  accompagnato senza per nulla scalfire il pavimento.

“Vorrei annunciare il Vangelo nelle cinque parti del mondo e fino alle isole più lontane… vorrei percorrere la terra, predicare il tuo nome e piantare la tua Croce gloriosa… vorrei essere missionaria fino alla consumazione dei secoli…” (Ms.B,3r)


Per non dimenticarci  del Cielo che ci ama!

D.Giuseppe e la sua cara comunità.
Natale: Gesù luce del mondo.
appunti sul Natale 2010


“Gesù luce del mondo” così il Papa Benedetto XVI  con una  lunga intervista ci incoraggia nella speranza e nella passione per seguire Gesù che sta per venire. Questa notte, o Gesù, vieni con la tua luce sfolgorante, per toccare i nostri cuore, per parlaci;
Tu arrivi in punta di piedi con tutta la tua dolcezza e discrezione, non pretendi nulla, non fai violenza alle nostre persone, ti offri, ti doni a noi per infondere luce, speranza, amore.
Ma quanti si accorgeranno del tuo compleanno, e che Tu sei il centro del Natale, che il natale è Tuo, che tu sei il festeggiato? S. Teresa ci confida che “per Gesù, dal Ciel quaggiù esiliato, nient’altro che profonda indifferenza, sempre nel mondo ha riscontrato”.
Sì venendo  questa notte ti ritrovi un mondo che non ti riconosce, quasi indifferente alla tua Grazia, che non ti vuole, che addirittura non si pone neppure più la domanda se mai ci sei o se mai sei venuto. Del resto è già successo duemila anni fa: allora addirittura non c’era neppure una casa che avesse una camera libera per te. Trovi la massa dei cristiani, che come dice il Papa nella sua intervista, “mostra avversione per la Chiesa; perché il secolarismo si rende sempre più autonomo, sviluppa modalità che allontanano sempre più gli uomini dalla Chiesa; la tendenza generale del nostro tempo è di ostilità alla Chiesa”.

Molti in questa festa non ti invitano, o Gesù, non sei a tavola con loro, benché tu sia il festeggiato; tu però entra ugualmente, senza fare rumore, instaura con ciascuno di noi un dialogo come sai fare Tu, poiché crediamo che tu solo sei il Salvatore.

Gesù non te andare da noi, anche se ogni anno è peggio perché tanti si ricordano della cena, dei regali, delle feste e si dimenticano di Te.

“Tu o Gesù” dici a S. Teresa: “per te sono nato” e lei risponde:  “se non ti amo io, non ti ama nessuno”; è questa grazia di amare con passione, che questa notte ti chiediamo o Gesù per chi non riesce a dirti ti amo.
Amare con passione, tu che sei nei volti che incontriamo  e nei bisogni delle persone.

Dunque ci dici di uscire dal presepe e di andare per il mondo e di irradiare nel nostro cuore la tua luce, perché di sovente “disorientato, ripiegato su se stesso,  preso dal desiderio insaziabile di possesso e di consumo, dalla ricerca del sesso slegato dall’affettività e dall’impegno di vita, dall’ansia e  dalla paura,  o forse anche dalla disperazione ”. (Documento vescovi sull’educ.)
Proprio perché questo mondo sembra essere così dimentico e lontano da Te,  che chiedi la nostra collaborazione come fai da sempre con le anime generose; prendi possesso della nostra intera esistenza,  riempi i nostri vuoti e i nostri non senso.
Quest’oggi sei il primo invitato alla nostra tavola, tu “Piccolo mendicante divino”, che desideri tutto di noi, che però vuoi essere il Re e l’unico nostro tesoro; fa che non dimentichiamo i poveri e non solo della Tanzania e che almeno qualche briciola dalla nostra tavola sia per loro…
Fa che ci poniamo alla tua scuola , o Gesù, con umiltà, virtù che caratterizza il  tuo cuore  nella Notte santa, a motivo della quale ti  chini giù fin nella stalla: l’umiltà di Dio è il cielo. E se andiamo incontro a questa umiltà, allora tocchiamo il cielo. Allora diventa nuova anche la terra. Con l’umiltà dei pastori ci mettiamo in cammino, in questa Notte santa, verso di te nella stalla!  Tocchiamo l’umiltà di Dio, il cuore di Dio!  Allora la tua gioia toccherà noi e renderà più luminoso il mondo.  Amen
                     
Gesù assetato e affamato in Tanzania

La nostra comunità parrocchiale è interpellata da Gesù per aprirsi ai bisogni degli altri. Il documento dei vescovi letto in avvento parla di un “io” incompleto in se stesso, che però si realizza solo con la relazione con il “tu” e con il “noi”. “Solo l’incontro con il  “tu” e con il ”noi” apre l’”io  a se stesso“. Gesù prova ad aprire le nostre persone ai bisogni altrui specie dei poveri che in questo scorcio dell’anno, hanno il volto di alcuni seminaristi della Tanzania. Sono stato con D. Mario nel seminario di Morogoro;  sessanta stupendi giovani si preparano a diventare sacerdoti. Abbiamo condiviso con loro momenti stupendi di preghiera, di gioia, ma quando ci siamo seduti  a tavola per consumare un frugale pasto  a base di polenta e verdure cotte, abbiamo, provato una fitta al cuore quando abbiamo  bevuto l’acqua. Il sapore di un’acqua amara con uno strano odore che quasi ci faceva smettere di mangiare.  Abbiamo chiesto il perché e ci hanno risposto che non c’era di meglio, mancando mezzi finanziari per acquistare un impianto di osmosi per purificarla.  Abbiamo promesso che avremo provveduto. L’iniziativa del mercatino Pro-Tanzania ha funzionato, grazie di cuore a tutti voi… se qualcuno ha ancora delle disponibilità può farlo consegnando di persona   a D. Giuseppe.
Sono stati raccolti fino ad ora  Euro 3.500
 
                    Natale 2010, il vostro parroco D. Giuseppe

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